di Pasquale Piacquadio
Questi i temi trattati a Pietramontecorvino, all’interno del contenitore culturale della Settimana Identitaria, da POLIBA che ha così presentato il progetto “Verso un HUB PoliBA Monti Dauni” .
Lo sforzo vero è quello di riportare questi progetti alla realtà del territorio. Senza indorare la pillola e senza nasconderci.
Parliamo di Monti Dauni e quindi di aree interne. E da questo bisogna partire.
Nelle aree interne della nostra Puglia, oggi contiamo circa 211 anziani ogni 100 giovani. Non siamo solo di fronte a un calo demografico; siamo di fronte a una “emorragia di competenze”: di cervelli e di mani.
Non possiamo pensare di vivere in una poesia di Franco Arminio o almeno non possiamo pensare ad una soluzione ”poetica” per noi e per i nostri figli, né ci possiamo permettere ancora di continuare a piangerci addosso pensando che il nuovo finanziamento regionale e statale cambierà tutto.
C’è invece bisogno di una nova prospettiva, di un cambio di strategia vera!! Un cambio di prospettiva rispetto a queste aree che vada nella direzione di colmare il gap che abbiamo creato nei decenni con vuoti legislativi e politiche sbagliate.
“Se oggi ci troviamo a gestire l’emergenza dello spopolamento, dobbiamo avere l’onestà intellettuale di riconoscere che siamo di fronte al fallimento di una visione — o meglio, alla sua totale assenza. Per decenni, sia a livello centrale che periferico, abbiamo assistito allo svuotamento dei nostri borghi come se fosse un fenomeno meteorologico ineluttabile, e non la conseguenza di scelte precise.
I fondi arrivati sui territori sono stati spesso parcellizzati in micro-interventi, spartiti tra i campanili per logiche di sussistenza immediata, ma privi di una strategia di sistema. Si è investito nel ‘contenitore’ — la piazza, il muretto, il restyling estetico — dimenticando totalmente il ‘contenuto’: ovvero le persone e le loro competenze. Abbiamo abbellito i borghi mentre li condannavamo a diventare musei a cielo aperto, privi di vita produttiva. Non c’è stata una reale strategia per l’auto-imprenditorialità, né un investimento serio sul capitale umano giovanile.
Qualche comune ha puntato su zone PIP e Aree artigianali pensando o cercando di creare le condizioni necessarie… forse in vista del famoso imprenditore del nord che sarebbe arrivato per aprire la “fabbrichetta” e dare lavoro a tutti.. lo abbiamo pensato tante volte.. tutti!!!
Sicuramente una scelta migliore rispetto al restyling della piazza ma….. d’ altronde ….. se i giovani partono chi può mai fare impresa? Un adulto benché ne abbia capacità e competenze non fa investimenti. E’ stanco… quando non ci sono prospettive vere… le persone si stancano….
A Pietramontecorvino possiamo citare in zona PIP un unico vero intervento artigianale. Una falegnameria dove c’è stato un passaggio di consegne dal padre anziano al figlio che ha continuato l’attività. Intanto sta chiudendo il fabbro… La restanza stanca!!
Dalla ‘Bottega come Scuola di Vita’ allo stigma sociale
Il danno più grave, però, è stato culturale. Abbiamo costruito una società che ha declassato il lavoro manuale e l’artigianato artistico a “scelta di serie B”. Se un tempo per un giovane era normale frequentare la bottega del Mastro d’estate per imparare un mestiere, oggi quel medesimo giovane, pur non avendo un’occupazione, prova quasi vergogna ad approcciarsi ai mestieri d’arte. Questa “vergogna” è il prodotto di consuetudini che hanno reciso il legame tra formazione e identità territoriale.
Eppure la Puglia, con punte oltre il 25-30% in alcune province, rimane tra le regioni con la più alta incidenza di giovani (15-29 anni) che non studiano e non lavorano. In alcune aree interne, la mancanza di centri di formazione specializzata porta questi giovani all’apatia (i bar SPORT ringraziano) o all’emigrazione.
Il paradosso formativo
Molti NEET hanno competenze manuali o creative inespresse, ma l’orientamento scolastico tradizionale li spinge verso percorsi saturi, orientando per decenni i nostri giovani verso una ‘fuga istruita’, convincendoli che il successo fosse altrove e ignorando le opportunità dei saperi e mestieri tradizionali.
Questi giovani non mancano di talento, mancano di una visione che permetta loro di vedere il borgo non come una prigione da cui fuggire, ma come un laboratorio di futuro.
Altro paradosso
I borghi si svuotano, ma il mercato globale cerca sempre più l’autenticità e il “fatto a mano” che solo questi luoghi possono offrire.
Allora bisogna restare e restare non è un restare passivo, ma un atto di resistenza che necessita di si di strumenti economici ma soprattutto formativi e strategici.
Non si può “comprare” la presenza di un cittadino con un sussidio una tantum. Un giovane resta in un territorio solo se quel territorio lo rende protagonista, se gli offre una dignità professionale e se il suo “saper fare” diventa uno strumento per stare sul mercato globale. Un borgo senza produzione è un borgo destinato a diventare un guscio vuoto, indipendentemente dal costo delle sue case.
“Giusta Formazione” per le aree interne come motore della ripartenza
Dobbiamo dunque ripartire dall’orientamento. Ma non un orientamento che si limiti a mostrare le offerte formative esistenti, bensì un modello che punti tutto sulla “Giusta Formazione” per le aree interne. Colmare anche con la formazione quel Gap con cui abbiamo aperto la discussione!!
L’orientamento non deve solo dire “cosa studiare”, ma “come restare”.
Nuovi Modelli: Serve una formazione che insegni ai giovani a essere imprenditori di se stessi.
Un orientamento che guardi alla riscoperta degli Antichi Mestieri, non con nostalgia, ma in chiave di auto-imprenditorialità 4.0. L’artigianato artistico pugliese deve essere visto come una startup: tradizione nelle mani e innovazione digitale nella testa. Solo così possiamo trasformare un NEET in un custode attivo del territorio.
La cooperazione è lo strumento per realizzare tutto ciò.
Abbiamo molti esempi di buone pratiche: la cooperative di comunità di Biccari ha dato lavoro e dignità a tanti giovani.
Del resto anche la recentissima Legge Regionale 11 luglio 2025, n. 11 (“Disposizioni per la promozione del Terzo Settore in Puglia”) valorizza gli Enti del Terzo Settore (ETS) come attori dello sviluppo locale, ed è quindi logico e necessario pensare agli ETS come allo strumento privilegiato per operare su questi territori.
Anche in questo caso bisogna avere un attenzione del tutto particolare alle aree interne rispetto al resto della Puglia.
Un esempio pratico possiamo immaginarlo partendo dalla legge regionale sulla Bottega Scuola.
Le linee guida regionali servono a riconoscere le imprese artigiane pugliesi come “Botteghe Scuola” per:
- preservare i mestieri tradizionali
- favorire il ricambio generazionale
- integrare formazione e impresa
- valorizzare la figura del Maestro Artigiano.
Può ottenere il riconoscimento bisogna essere:
- Impresa artigiana iscritta all’Albo regionale
- operante nei settori:
- artigianato artistico
- artigianato tradizionale
- abbigliamento su misura
- con presenza di un Maestro Artigiano qualificato.
Se l’obiettivo generale è strategico e condivisibile, nell’applicazione pratica quasi tutti i comune delle Aree Interne resterebbero esclusi.
Perchè nelle aree interne le botteghe che non aìhanno ancora chiuso, nel 100% dei casi sono micro attività familiari dove lavora solo il vecchio titolare, la bottega non è a norma (spazi insufficienti, igienicamente non conforme, attrezzature vecchie non a norma) per avere dipendenti o ospitare attività formative ed il maestro non è formalmente riconosciuto.
Quindi questa norma non troverebbe applicazione proprio nei posti dove darebbe i vantaggi maggiori , comportando la perdita definitiva di quel “saper fare” che non si trova sui libri soprattutto se parliamo di artigianato artistico.
Cosa potrebbe fare la Regione per superare il problema? In via sperimentale, per favorire il ricambio generazionale nei mestieri artigiani soprattutto se parliamo di artigianato artistico e contemporaneamente la rigenerazione dei piccoli comuni, la Regione Puglia può riconoscere la qualifica di Bottega Scuola di Comunità anche a:
- partenariati tra
- ETS
- musei del territorio
- organismi di formazione accreditati.
Il ruolo di Maestro Artigiano può essere svolto da:
- artigiani con almeno 10 anni di esperienza documentata chiamati anche da fuori
- oppure iscritti negli elenchi regionali dell’artigianato artistico.
Gli spazi formativi possono essere:
- musei
- immobili comunali
- laboratori di comunità.
In questo modo si favorirebbe la trasmissione dei saperi artigianali e delle tradizioni locali attraverso il coinvolgimento degli Enti del Terzo Settore impegnati nella promozione della cultura e dell’identità territoriale.
Questa deroga per le Aree Interne produce effetti importanti:
Salvare i mestieri tradizionali
molti maestri oggi lavorano fuori dal sistema formativo.
Attivare i borghi
gli ETS sono spesso gli unici soggetti attivi nei piccoli comuni.
Rafforzare i musei locali
che possono diventare luoghi vivi di trasmissione del sapere.
Visione finale: “Includere il Terzo Settore nel modello della Bottega Scuola significa trasformare la formazione in un atto di politica territoriale. Non stiamo solo chiedendo di insegnare a qualcuno come si modella la ceramica o come si lavora la pietra corallina; stiamo creando le condizioni affinché quel giovane possa aprire la sua partita IVA e diventare lui stesso un presidio contro lo spopolamento.
Appello: Chiediamo alla Regione Puglia di avere coraggio: la norma deve seguire la realtà. Se le botteghe fisiche scompaiono, la ‘Bottega’ deve diventare un concetto diffuso e sociale.
Ma non stiamo parlando solo di una modifica tecnica a una legge regionale. La bottega scuola è solo un esempio…. Quello che chiediamo è un nuovo patto sociale per la “Restanza”.
”Non chiediamo solo “una” deroga normativa, chiediamo che la deroga per le aree interne diventi la prassi perché dobbiamo colmare decenni di disattenzione!
La Puglia ha l’opportunità di diventare un modello europeo: non più una terra che paga i giovani per restare, ma una terra che rende i giovani capaci di costruire la propria fortuna restando.







